Cappa oncologica: un valore aggiunto per la medicina veterinaria

La cappa oncologica è un dispositivo di sicurezza che viene utilizzato in tutte quelle situazioni in cui si rende necessario proteggere l’operatore e l’ambiente da effetti dannosi provenienti dalla diffusione incontrollata di contaminanti aeroportati e per far sì che nessuna interferenza ambientale, di qualsiasi natura, possa alterare il prodotto o farmaco durante la sua manipolazione.

La cappa oncologica è un dispositivo di sicurezza che viene utilizzato in tutte quelle situazioni in cui si rende necessario proteggere l’operatore e l’ambiente da effetti dannosi provenienti dalla diffusione incontrollata di contaminanti aeroportati e per far sì che nessuna interferenza ambientale, di qualsiasi natura, possa alterare il prodotto o farmaco durante la sua manipolazione.

ONCOLOGIA VETERINARIA: TRA PROGRESSO E INNOVAZIONE
Intervento a cura della Dott.ssa Treggiari

Negli ultimi vent’anni, a seguito dei numerosi progressi che hanno interessato l’ambito dell’Oncologia Veterinaria, è stato riscontrato che alcuni tipi tumorali sono curabili o trattabili.

La chemioterapia rappresenta una delle opzioni terapeutiche consigliate per i pazienti malati di cancro ed è particolarmente indicata per trattare tumori chemiosensibili, come linfomi o leucemie, al fine di indurre la remissione clinica.

All’interno della sala chemioterapica, per prima cosa, il paziente ammesso viene sottoposto a un prelievo di sangue, necessario per controllare i livelli di globuli bianchi e piastrine. Se i valori riscontrati sono nella norma, in caso di terapie iniettabili, si procede con l’applicazione di un catetere venoso, solitamente a livello degli arti anteriori. Successivamente, l’Oncologo procede a ricostituire il farmaco chemioterapico sotto a una cappa a flusso laminare, che aspira e trattiene, grazie ai filtri di cui è fornita, eventuali vapori tossici, evitando così che vadano a contaminare l’ambiente in cui l’animale viene sottoposto a chemioterapia.

Dal momento che i farmaci chemioterapici sono potenzialmente cancerogeni, è di fondamentale importanza che l’operatore utilizzi appositi dispositivi di protezione, sia per sè che per il paziente, in modo da poterli somministrare in assoluta sicurezza. 

Solitamente, durante il trattamento chemioterapico, la qualità di vita dei pazienti può essere definita eccellente, e questo si deve soprattutto al fatto che si cerca di rendere gli effetti collaterali lievi e meno duraturi nel tempo.

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UN “PLUS” PER LA MEDICINA VETERINARIA 

Intervento a cura della Dott.ssa Gelsomino

La cappa oncologica è un dispositivo di sicurezza che viene utilizzato in tutte quelle situazioni in cui si rende necessario proteggere l’operatore e l’ambiente da effetti dannosi provenienti dalla diffusione incontrollata di contaminanti aeroportati e per far sì che nessuna interferenza ambientale, di qualsiasi natura, possa alterare il prodotto o farmaco durante la sua manipolazione.

La cappa oncologica viene utilizzata per la preparazione e per la manipolazione di farmaci antiblastici, che l’oncologo inserisce all’interno di un protocollo chemioterapico, dopo aver studiato il paziente e valutato l’opzione terapeutica migliore. Il suo utilizzo è attualmente previsto sia in medicina umana che veterinaria.

Questo dispositivo è dotato di un piano di lavoro per l’operatore, un vetro frontale che divide l’operatore dal piano, un paio di motoventilatori, una lampada Led e diversi filtri HEPA che servono a sterilizzare l’aria all’interno della cappa e che costituiscono il sistema di filtrazione. Il flusso dell’aria può essere laminare verticale o laminare orizzontale. Il flusso laminare si riferisce all’aria sterile che passa attraverso un filtro HEPA e permette all’operatore di manipolare in maniera sicura il prodotto.

Occorre però che l’operatore sia formato nella manipolazione dei farmaci e delle sostanze da utilizzare sotto cappa e abbia le competenze per evitare contaminazioni inavvertite o per sanare le contaminazioni che possono accidentalmente verificarsi.

Si distinguono 3 classi di cappe

  • cappe di classe I, che proteggono l’operatore ma non il campione
  • cappe di classe II, che proteggono l’operatore e il campione
  • cappe di classe III, che isolano totalmente l’operatore dal campione.

Le cappe di classe III sono quelle utilizzate anche in ambito veterinario per la preparazione di farmaci antiblastici che vengono somministrati per via endovenosa o sottocutanea o per via orale ai nostri Pet.

In medicina veterinaria, la cappa è posizionata all’interno della sala per chemioterapia e viene attivata dal medico oncologo prima di ogni preparazione di antiblastico da infondere per via endovenosa o durante le manipolazioni di farmaci in capsule o compresse da somministrare agli animali. Non tutti i centri veterinari possiedono una cappa perché quest’ultima è, ad oggi, un dispositivo che non solo prevede l’esistenza di un servizio veterinario specialistico per l’oncologia e di un medico veterinario formato per la manipolazione di farmaci antiblastici (per formazione si intendono titoli come master e diploma), ma necessita anche di un‘utenza selezionata, cioè proprietari che richiedano consulti oncologici e cure chemioterapiche. 

Attualmente i cani e i gatti sono i principali fruitori di protocolli di chemioterapia e di indagini oncologiche, sebbene il ramo della veterinaria che studia i cosiddetti “animali non convenzionali”, o NAC, stia prendendo sempre più piede.Lavorare in una struttura che mette a disposizione del medico oncologo questo dispositivo è certamente un valore aggiunto. I medici veterinari sono tenuti a dare il meglio ai propri pazienti, cercando di non accontentarsi di dispositivi obsoleti e di non incorrere in malpractice in ambito sanitario; alle volte non si è consapevoli, soprattutto per chi non è del mestiere, di quanto rischio biologico ci sia nel mancato utilizzo di sistemi di protezione e nella manipolazione di sostanze che possono essere a loro volta teratogene, mutagene e cancerogene.

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